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Come dimensionare uno switch industriale non gestito per il quadro

Quando la rete di una macchina o di un quadro non richiede VLAN, priorità di traffico o diagnostica avanzata, lo switch non gestito è la scelta giusta: costa meno, si installa in pochi minuti e non ha configurazione. Ma “non gestito” non significa “tutti uguali”: scegliere il modello sbagliato porta a porte insufficienti, alimentazione incompatibile o un apparato che non regge la temperatura del quadro.

Se stai ancora decidendo se ti serve un modello gestito o non gestito, parti dalla guida sulle differenze tra switch gestito e non gestito. Se invece hai già deciso per il non gestito e devi capire quale, questa guida ti accompagna passo passo nel dimensionamento.

Passo 1 — Conta le porte (e lascia margine)

Il primo criterio è il numero di porte. Fai l’inventario dei dispositivi da collegare in quel nodo — PLC, HMI, telecamere, sensori, altri switch — e somma le porte necessarie. Poi applica una regola pratica: lascia sempre almeno una o due porte libere per futuri ampliamenti e per il collegamento verso il resto della rete (uplink).

Gli switch industriali non gestiti si trovano nei tagli più comuni: 5, 8, 16 porte. Meglio abbondare di una taglia che ritrovarsi a catena due switch per una porta mancante.

Passo 2 — Scegli la velocità: Fast Ethernet o Gigabit

  • Fast Ethernet (100 Mbps): sufficiente per la maggior parte delle reti di campo — PLC, I/O, sensori, HMI — dove il traffico è modesto.
  • Gigabit (1000 Mbps): necessario quando ci sono telecamere IP, trasferimenti dati consistenti o quando lo switch fa da collegamento (uplink) verso una dorsale.

Regola pratica: Gigabit sull’uplink e dove passano video o grandi moli di dati, Fast Ethernet per il resto.

Passo 3 — Verifica l’alimentazione disponibile

È l’aspetto più spesso trascurato. Gli switch industriali si alimentano tipicamente in corrente continua con range ampi (es. 12-48 V DC); controlla quale tensione hai disponibile nel quadro. Due elementi da valutare:

  • Doppia alimentazione ridondante: molti modelli hanno due ingressi, così se una fonte cade lo switch continua a funzionare sull’altra. Fondamentale dove il fermo di rete non è ammesso.
  • Consumo e morsettiera: verifica che l’alimentatore del quadro regga anche lo switch.

Passo 4 — Considera l’ambiente: temperatura e robustezza

Un quadro chiuso al sole d’estate, o un ambiente con vibrazioni e polvere, richiede attenzione:

  • Temperatura estesa (versioni -T): se il quadro raggiunge temperature elevate, scegli le versioni a temperatura estesa, progettate per un range più ampio.
  • Grado di protezione e fissaggio: gli switch industriali sono pensati per il montaggio su DIN rail e per resistere a vibrazioni e disturbi, a differenza degli switch da ufficio.

Passo 5 — Serve la fibra?

Se il nodo deve collegarsi a un punto distante (oltre i 100 metri del rame) o attraversare un ambiente con forti disturbi elettromagnetici, valuta uno switch con porta in fibra ottica o con slot SFP, così ricevi la dorsale in fibra e distribuisci in rame ai dispositivi di campo.

Riepilogo dei criteri

CriterioDomanda da porsi
Numero porteQuanti dispositivi + margine + uplink? (5/8/16)
VelocitàCi sono telecamere o grandi dati? Allora Gigabit
AlimentazioneQuale tensione DC ho? Mi serve la ridondanza?
TemperaturaIl quadro scalda? Allora versione -T
FibraDevo coprire distanze lunghe o ambienti disturbati?
MontaggioDIN rail nel quadro

I modelli Moxa EDS non gestiti più richiesti

La serie EDS di Moxa copre tutte le taglie dei non gestiti:

  • L’EDS-205 e l’EDS-208A sono gli switch Fast Ethernet compatti rispettivamente a 5 e 8 porte, ideali per il singolo quadro o la rete di macchina.
  • L’EDS-305 e l’EDS-308 sono le alternative a 5 e 8 porte con robustezza industriale, tra i più richiesti per l’automazione.
  • L’EDS-316 porta la connettività a 16 porte per i nodi più densi.
  • Quando serve la velocità Gigabit con slot per la fibra, l’EDS-G205 unisce porte gigabit e slot SFP.
  • Per le taglie compatte con opzioni aggiuntive c’è anche l’EDS-205A.

Trovi tutte le taglie e le varianti nella categoria switch non gestiti; se vuoi un quadro d’insieme sul funzionamento di questi apparati, è utile anche la guida su cosa sono e come funzionano gli switch industriali.

Domande frequenti

Quante porte deve avere il mio switch? Conta i dispositivi da collegare in quel nodo, aggiungi la porta di uplink verso il resto della rete e lascia almeno una o due porte di margine per futuri ampliamenti. Le taglie standard sono 5, 8 e 16 porte.

Serve la doppia alimentazione? È consigliata dove un’interruzione di rete non è ammessa: con due ingressi, la caduta di una fonte non ferma lo switch, che continua sull’altra.

Posso montarlo in un quadro che scalda molto? Sì, scegliendo le versioni a temperatura estesa (-T), progettate per un range operativo più ampio rispetto ai modelli standard.

Uno switch non gestito supporta la fibra ottica? Alcuni modelli sì: integrano una porta in fibra o uno slot SFP, utili per coprire lunghe distanze o attraversare ambienti con forti disturbi elettromagnetici.

Scegliere lo switch non gestito giusto con Moxa Distry Shop

Dimensionare bene uno switch industriale non gestito significa contare le porte con il giusto margine, verificare velocità e alimentazione, e considerare temperatura ed eventuale fibra. Fatti questi passaggi, l’installazione è questione di minuti.

Su Moxa Distry Shop trovi l’intera gamma degli switch non gestiti Moxa EDS, in tutte le taglie, con spedizione immediata, reso gratuito entro 14 giorni e il supporto di tecnici certificati MTSC. Se è il tuo primo acquisto, usa il coupon PRIMAVOLTA per uno sconto del 10%.

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