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Industria tessile

Quando Berta filava: i sistemi intelligenti nell’industria tessile

L’industria tessile è oggi tra le più fiorenti, basti pensare alle ricchissime e blasonate Maison di Moda. Di contro, però, il settore tessile è tra tutti uno di quelli che risente maggiormente di una necessità al rinnovamento produttivo e all’implementazione di sistemi evoluti, per migliorare tutta la linea di produzione.
Sono ancora tanti i gap tecnologici che non aiutano a fare in modo che queste aziende di produzione possano spiccare il volo verso un ammodernamento importante, tipico della smart factory.
Considerata, inoltre, la crescita della popolazione mondiale, la richiesta di fibre e filati è destinata ad aumentare notevolmente.
Questa richiesta si scontra chiaramente  anche con i bisogni dell’ambiente: l’industria tessile fa uso di solventi, agenti di finissaggio e altri prodotti chimici, oltre ad una grande quantità di acqua.

Se da un lato quindi nasce l’esigenza di aumentare la produzione, abbassare i costi produttivi, dall’altro lato è fondamentale contenere gli sprechi e rivedere l’utilizzo di sostanze tossiche in grado di rendere peggiorativa la qualità sul Pianeta.

Le materie prime dell’industria tessile

Nell’industria tessile le materie prime utilizzate possono essere di origine naturale o chimica.
I filati cosiddetti naturali sono quelli che provengono dal mondo animale o vegetale e intendiamo quindi la lana, la seta, il lino, e il cotone soprattutto.

I materiali di origine chimica sono generalmente classificati come artificiali e sintetici e sono l’acetato, la viscosa, il poliestere, il nylon o poliammide, l’acrilico e la lycra o elastan.  
La scelta di un contenimento dei prezzi produttivi ha portato sempre più però alla scelta di fibre e filati di natura chimica, con tutta una serie di considerazioni al riguardo relativamente anche alla linea di produzione.

La Viscosa

Questa fibra, conosciuta come seta artificiale, apparve per la prima volta alla fine del XIX secolo, con il termine “rayon”. Negli anni ’20 venne conferito il nome attuale, come risultato dalla produzione dal liquido “viscoso” per l’appunto, usato per produrre il rayon. 

La viscosa nell’industria tessile venne utilizzata, come fibra naturale, ai primi del 900, come estrazione dalle fibre di cellulosa di alcuni alberi, trasformati in fili sottilissimi di tessuto.

L’Elastan

Questa fibra, nota anche con il termine di lycra può essere mescolata con altri filati, realizzando capi di diversa pesantezza e comfort una volta indossati.   

L’elastan è una fibra assolutamente sintetica, brevettata negli anni ‘50 come sostituto della gomma, essendo realizzata dal petrolio.

La caratteristica predominante dei sottili fili di elastan è proprio la grande elasticità, combinata con altre fibre naturali o sintetiche. 

Il Poliestere

Il poliestere venne creato negli anni ‘40 con la caratteristica di essere un tessuto poco traspirante e di presentare fibre molto resistenti all’acqua perché integrate con sostanze chimiche.

Il poliestere si ricava dall’estrazione di particelle di petrolio greggio e ha da sempre applicazione in altri settori, oltre a quello dell’abbigliamento e del tessile in generale. Si realizzano, infatti, anche tappeti, tende e tessili per bagno, letto e tavola.

Il Lyocell

Il Lyocell è tra le fibre sintetiche la più ecologica, perché ricavate dall’estrazione della cellulosa da alberi di eucalipto, quercia e betulla coltivati per questo scopo e per la produzione viene fatto uso di un solvente che viene totalmente riciclato.

Il processo di produzione del lyocell emette pochissime sostanze inquinanti e richiede anche molto meno coloranti.
Le stoffe di lyocell sono resistenti e lucide e il tessuto che ne viene formato risulta morbido, fresco e senza la tendenza a fare pieghe, ma a mantenersi parecchio liscio e stirato.

Le fibre chimiche 

I processi chimici che formano questi tessuti possono generare polimeri organici o anche inorganici e sono questi ultimi ad avere anche parti di vetro o metalli.

Anche per questo le fibre prodotte industrialmente sono molto diverse dalle fibre naturali e la loro composizione, la struttura e le proprietà variano per via del processo produttivo.

Le fibre sintetiche sono infatti generate dalla sintesi chimica dell’idrocarburo d’origine e attraverso un processo detto di polimerizzazione, cioè la creazione di lunghe catene a partire da un monomero.

La filatura delle fibre e dei tessuti

Affinché i polimeri diventano fili di tessuto è necessario effettuare la filatura, ovvero un processo tramite il quale trasformare in liquidi o semiliquidi i polimeri, così da spezzare le catene più lunghe in molecole libere di muoversi nel liquido. Attraverso la filatura poi il liquido viene eliminato, facendo sì che possano restare i fili solidificati del polimero.

La filatura inoltre, in base alla diversa tecnologia e alla reazione chimico-fisica che si sviluppa si distingue in filatura a secco, filatura a umido e filatura per fusione.

Durante il processo di filatura vengono utilizzati sostanze chimiche e solventi che possono anche creare effetti altamente dannosi se riversati in grandi quantità nell’ambiente e nell’aria che si respira.

Verso un approccio “più smart” delle aziende del settore tessile 


Oggi più che mai però è importante muoversi lungo i confini di una salubrità dell’ambiente che sia la traduzione di un processo più pulito nell’industria del settore tessile. 

La produzione di fibre chimiche dal petrolio greggio prevede molteplici processi, oltre la filatura, quali per l’appunto la polimerizzazione, il pompaggio, la filtrazione, e lo stiramento e il monitoraggio di ognuna di queste fasi diventa essenziale per garantire efficienza nella produzione e salvaguardia dell’ambiente, agevolando la corretta comunicazione tra le macchine della filiera, prevedendo i fermi di produzione e scongiurando gli sprechi energetici e di materie prime.

L’uso di nuove tecnologie come sistemi cloud, sensori intelligenti che permettono manutenzione predittiva e approccio on condition; data management & IIOT e i gateway di protocollo come gli MGate 4101-MB-PBS di MOXA possono diventare ausili preziosi nell’industria tessile, così da monitorare attentamente ogni fase della filiera e tenere controllo di ogni processo con minor consumo energetico e minori emissioni tossiche. 

Molte delle reazioni chimico fisiche, infatti, se non costantemente controllate, rischierebbero di bloccare la produzione, qualora non si verificassero determinate condizioni, o implicherebbero notevoli costi anche in termini ambientali.

Risulta quindi fondamentale pertanto controllare, ad esempio tra i vari parametri, la concentrazione delle sostanze chimiche e dei solventi nel bagno di coagulazione, perché in caso di disequilibrio chimico fisico, non avverrebbe la produzione del filamento dei polimeri e quindi ne risentirebbe la quantità e la qualità del filo per la tessitura.

Una produzione efficiente è pertanto un’occasione concreta di miglioramento del profitto aziendale, massimizzando la resa e minimizzando gli scarti, ma affinché questo possa accadere è importante utilizzare dei modelli di automazione intelligente e nuovi requisiti di monitoraggio e conservazione dati, così da rendere i processi massimamente “intelligenti”, flessibili e in grado di rispondere in maniera scalare alle necessità del mercato.

Applicare il paradigma dei sistemi intelligenti vorrà dire coprire tutti i passaggi e i processi della produzione, lo sviluppo della logistica e il controllo della produttività come interamente connessi e integrati, grazie alla forza e alla potenza delle tecnologie più avanzate, verso modelli di economie sempre più smart.

Anche le aziende del settore tessile possono raggiungere una produzione agile, che abbatte costi e tempi di produzione anche per quantità elevate e in condizioni di mercati in profondo cambiamento e bisognosi di cura e attenzione per un ambiente maggiormente green e pulito. 

Noi di MOXA Distry Shop siamo rivenditori autorizzati dei prodotti MOXA e grazie a queste soluzioni siamo dalla parte delle aziende che vogliano affrontare nella maniera migliore un cambiamento verso una più efficiente smart factory.