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Museo Digitale

Museo digitale e cybersecurity: una convivenza necessaria

I musei sono a tutt’oggi tra le testimonianze più forti e pregnanti del nostro passato. Un repertorio infinito di reperti che raccontano chi siamo stati e le tracce che i nostri avi hanno lasciato a riprova dell’evoluzione dell’uomo. Così anche i musei di arte, fiore all’occhiello dell’ingegno e della creatività umana. Purtroppo i musei fanno anche parecchio gola ai cybercriminali, per via della grande quota di dati registrati e che possono rappresentare oggetto di attenzioni criminali per svariate pratiche scorrette,dallo spionaggio di dati al vandalismo digitale. Soprattutto nell’epoca iper digitalizzata in cui viviamo la convergenza tra l’ambito culturale e le tecnologie 4.0 sta diventando sempre più evidente.
L’intersezione tra questi due mondi appena citati è rappresentato dai musei digitali, entità che hanno trascinato i templi della cultura e dell’arte nel ventunesimo secolo grazie all’adozione di soluzioni avanzate, dai tour virtuali a 360 gradi all’interattività della realtà aumentata.
Se da una parte questo profondo cambiamento migliorativo è stato necessario per rendere più smart i musei e raggiungere in maniera fortemente capillare fette di pubblico magari difficilmente rintracciabili con strade tradizionali, dall’altra però, ha sollevato interrogativi complessi e pressanti riguardo la privacy e la protezione dei dati sensibili, dunque la cybersecurity.
Come possono allora i musei abbracciare la ormai inarrestabile, nonché indispensabile, digitalizzazione, pur mantenendo un ecosistema sicuro e resiliente di fronte alle minacce informatiche?
In questo scenario risulta non solo essenziale, ma anche obbligatoria la dotazione di sistemi per la cybersecurity, così da poter garantire la salvaguardia dell’integrità culturale, intellettuale e storica custodita nei musei, ma anche ridisegnare in tempo reale i confini  dell’esperienza utente all’interno dei musei digitali, assolutamente necessaria per creare relazione e legame con lo stesso museo, trasformando ogni visita in una occasione godibile e sicura.

La crescita dei musei digitali

Chi potrebbe ora come ora immaginare la propria vita e la personale quotidianità esente da tutta quella digitalizzazione che ormai ci appartiene profondamente e attraverso la quale interagiamo con il mondo che ci circonda?
È proprio vero che ormai le tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale plasmano molte delle nostre attività e chiaramente i musei e le istituzioni culturali non sono esenti da questa felicissima “contaminazione”, basti pensare come sia stato possibile ricostruire intere opere d’arte con l’uso di applicazioni di AI o fare addirittura ricostruzioni di intere civiltà, villaggi o persino  fare proiezioni e studi per dare reperti e collocarli all’interno di una corretta epoca storica.
L’uso di sensori intelligenti ha cambiato persino la pedonabilità dei musei, permettendo di calcolare l’affluenza massima all’ingresso dei visitatori, potendo contingentare quantitativamente gli accessi, e questo a vantaggio di una visita molto più tranquilla, ma anche efficace per i visitatori. Ma non solo, sistemi intelligenti intercomunicanti e installati all’interno delle sale permettono di modulare la temperatura, il ricircolo dell’aria o anche la luminosità degli ambienti, fornendo percorsi da seguire, un uso narrativo della luce che permette di enfatizzare alcune opere, ad esempio, con un notevole beneficio per i visitatori e per l’ambiente. Molti di questi sistemi, infatti, collegati ad una centrale di controllo sono responsabili di accensione e spegnimento in automatico di luce e aria, modulandosi in risposta agli stimoli ricevuti dall’ambiente, ottimizzando sprechi inutili. 
Per non parlare poi di tecnologie avanzatissime che permettono l’accesso a zone dei musei o anche all’ingresso, come il riconoscimento facciale, la misurazione di certi parametri vitali, come la temperatura corporea, o l’accesso tramite braccialetto elettronico sincronizzato su app con il personale smartphone, fino all’odierna ubiquità di applicazioni basate su realtà aumentata, machine learning e blockchain, per rendere più chiara ed esaustiva la visita, grazie ad audioguide, traduzioni multilingua e pannelli descrittivi interattivi, oltre a consentire di effettuare tour virtuali, accedere a collezioni digitalizzate da qualsiasi luogo e a qualsiasi ora.

Se originariamente i musei erano visti come luoghi statici, dove il passato era cristallizzato in forma fisica e quasi rigorosa, l’avvento delle tecnologie digitali ha reso possibile un’esperienza totalmente immersiva, dinamica e assolutamente personalizzabile, e per altro democratica e inclusiva come poche altre, permettendo di erodere le barriere geografiche e socio-economiche, e rendendo la cultura maggiormente fruibile, oltre che accessibile, ad individui con disabilità e comunità dislocate in aree remote.

Perché la cybersecurity è fondamentale

Un ecosistema così strutturato, e dove lo svolgimento di quasi tutte le attività si basa sulla registrazione e archiviazione dei dati, necessita chiaramente di una attenzione dedicata nei confronti della integrità di questi dati, molti dei quali sensibili, perché riguardano notizie specifiche del visitatore tra cui contenuti anagrafici e di riconoscimento, o furti di dati finanziari esponendo ovviamente ogni visitatore ad innumerevoli vulnerabilità e rischi associati all’ambiente digitale.
Ma non solo il visitatore, perché anche l’intero museo può risentire degli attacchi informatici e vandalismo digitale, che vanno dall’acquisizione di informazioni tutelate dalla privacy dei visitatori e del personale del museo, fino allo spionaggio industriale e agli attacchi informatici avanzati come il ransomware e il DDoS (Distributed Denial of Service), con ricadute che non sono solo quelle di natura finanziaria e legale. Cosa accadrebbe, infatti, sul piano della reputazione, se un Museo fosse nel mirino di ladri informatici e di cyber criminali, pronti a fare un uso illegale delle informazioni raccolte?
In un museo, infatti, non sono solo depositate le opere d’arte o i reperti archeologici, ma un patrimonio di informazioni personali.  Esempi ne sono i recenti attacchi fatti ai Musei Vaticani di Roma e l’ancora più fresco attacco al Museo di Capodimonte in Campania, dove le azioni malevole hanno compromesso la sicurezza dei loro sistemi.
Questi incidenti non solo comportano costi economici elevati per il recupero dei dati e il ripristino dei sistemi, ma, come abbiamo poco sopra anticipato, sono responsabili della perdita di fiducia del pubblico, con un conseguente crollo del numero degli accessi alla struttura. 

Come la cybersecurity incide sull’esperienza utente

È un fatto indiscutibile, infatti, che un’esperienza utente superiore come quella delle tecnologie avanzate dell’intelligenza artificiale può guidare l’engagement, incrementare la retention e stimolare la conversione, ma senza un solido framework di cybersecurity, il rischio di compromissione dei dati erode in maniera spesso irreparabile la fiducia dell’utente e la reputazione dell’organizzazione.
L’utente che si appresta ad effettuare una visita spesso si trova a dover fornire, è vero, enormi volumi di dati personali: dalle informazioni demografiche, alle preferenze di pagamento online dei ticket, fino a tracciare comportamenti di navigazione e indicare dati di geolocalizzazione.
Il Garante della Privacy (GDPR) provvede chiaramente a livello dell’Unione Europea, ad indicare l’osservanza di rigorose regole circa la raccolta, l’elaborazione e la conservazione di tali dati, elevando la complessità del panorama di conformità. Ma al di là delle implicazioni legali, sono molti i musei che, sotto la spinta della naturale trasformazione digitale, stanno rivoluzionando in maniera radicale le modalità di “personalizzare le visite”, creando veri e propri percorsi su misura, ma la necessità dell’osservanza alla privacy e alla sicurezza dei dati dell’utente cammina di pari passo, se non deve anticipare questo profondo cambiamento. Proprio per questo la cybersecurity diventa la linea di confine su cui investire per far conciliare questi due fronti e no, non stiamo parlando solo di firewall, crittografia e protocolli di autenticazione, ma di una vera e propria cultura della sicurezza, in grado di permeare ogni livello dell’organizzazione museale e che tenga conto della sicurezza e protezione dei dati come opportunità per estendere il livello di gradimento e la percezione di immagine del museo o della galleria d’arte, migliorando l’esperienza utente, piuttosto che vedendo il fronte della tutela dato un ostacolo da superare.

Soluzioni di cybersecurity per musei digitali

Partendo dalle già citate misure di base come firewall, crittografia e scansione antivirus, musei e istituzioni culturali devono adottare  strategie più avanzate per la sicurezza dell’IoT, l’uso predittivo di minacce tramite l’applicazione di modelli di intelligenza artificiale per monitorare le in tempo reale, come anche sistemi come la rilevazione di anomalie di comportamento e contesti, basata su machine learning. Solo così è, e sarà, possibile offrire un’esperienza globale e godibile, senza il timore di cadere vittime di minacce sempre più sofisticate come attacchi zero-day, phishing avanzati e attacchi persistenti avanzati (APTs). Ma le soluzioni di cybersecurity per i musei digitali vanno oltre la tecnologia; esse richiedono un cambio culturale vero e proprio.
Da oltre 18 anni abbiamo a cuore la sicurezza di enti, istituzioni e organizzazioni che affidano a noi la tutela dei dati e la protezione dalle minacce della cybercriminalità, grazie  alla felicissima collaborazione della nostra azienda con il brand MOXA, leader indiscusso di mercato per quanto concerne la connettività seriale e la sicurezza informatica.
E noi, come Moxa Distry Shop, siamo orgogliosi di essere i primi distributori in tutta Europa per fatturato del brand. Il nostro supporto tecnico è certificato MOXA, garantendo anche il più proattivo e funzionale servizio clienti sul mercato per le vostre esigenze di cybersecurity.
Ecco perché quando si tratta di proteggere il vostro patrimonio culturale digitale e i dati dei vostri visitatori, vi consigliamo di fare affidamento su soluzioni di cybersecurity robuste e su partner di fiducia. Per ulteriori informazioni sulle soluzioni più adatte alle vostre esigenze, vi invitiamo a mettervi in contatto con il nostro team di esperti, così da ricevere consigli e le più adeguate soluzioni di cybersecurity, in grado di arricchire l’esperienza del visitatore, creando contestualmente un ambiente sicuro e accogliente.